mercoledì 4 marzo 2009
LA PSICOLOGIA ANALITICO-TRANSAZIONALE
- le relazioni famigliari o di coppia- le problematiche di studio o di lavoro- il rapporto con il proprio corpo- il rapporto con il cibo- i sogni- la gestione del tempo, o del denaro- la salute- il rapporto con l’acqua- ecc.
L’approccio Analitico-Transazionale risulta comunque adatto per le principali problematiche psicologiche.
L’Analisi Transazionale si colloca nel filone delle psicologie umanistiche, che tutte si rifanno a 3 principali correnti di pensiero psico-filosofico:
- la psicoanalisi- la psicologia della Gestalt- la fenomenologia e l’esistenzialismo.L’approccio umanistico implica alcuni criteri di base, che l’Analisi Transazionale condivide, appunto, con altre psicologie:
- l’approccio olistico alla persona- la responsabilità individuale dell' Utente- l’attenzione al “qui ed ora”- la contrattualità del rapporto- la progettualità.
La persona viene considerata nella sua globalità, e non solo come portatrice di una diagnosi o di un sintomo da curare, e nella sua interezza di pensieri, sensazioni e sentimenti. Il rapporto tra Utente e psicologo è contrattuale, nel senso che gli obiettivi del lavoro ed i criteri per la valutazione del loro raggiungimento vengono esplicitati e condivisi sulla base della domanda dell' Utente.
L' Utente è così direttamente responsabile del proprio progetto.
Il piano relazionale è prevalentemente nel “qui ed ora”, anche se spesso è importante andare nel “là ed allora”.
Le psicologie umanistiche si caratterizzano spesso per un approccio flessibile, in cui è favorito e facilitato lo scambio di “tecniche”. Ed è perciò facile che uno psicologo analitico-transazionale, nella sua formazione, abbia acquisito anche alcune tecniche specifiche che uo' cosi integrare al modello terapeutico di base.
Il fulcro della teoria dell’Analisi Transazionale è comunque la transazione, cioè la relazione di scambio (con l’altro o con sé). Si attribuisce quindi molta importanza alla comunicazione, quale segnale esterno del nostro mondo interno e quale canale di contatto con gli altri.
Sul piano pratico, per intraprendere un percorso conoscitivo di sé con la collaborazione di uno psicologo di formazione analitico-transazionale non è necessaria alcuna conoscenza specifica, né di psicologia generale, né di Analisi Transazionale.
Si attivano cicli di incontri su tematiche specifiche, scelte tra le principali aree di applicazione sul piano individuale, ed anche su indicazione e richiesta da parte degli Utenti.
ASPETTI ORGANIZZATIVI
* La frequenza ottimale è di un’ora alla settimana per gli incontri individuali, e di un incontro di un' ore e mezza la settimana per gli incontri di gruppo.
* Gli incontri si svolgono nel rispetto di alcune “regole”:- non fumare- non essere sotto l’effetto di droghe, farmaci o altre sostanze- non violenza (né fisica né verbale)- riservatezza- puntualità e “presenza”.
IL MODELLO ANALITICO TRANSAZIONALE
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Il Genitore è un insieme di registrazioni di eventi vissuti durante l'infanzia, nei primi cinque anni di vita, cioè prima della nascita sociale dell'individuo; ciò che è contenuto nello stato Genitore è stato registrato per così dire “in diretta”, senza mediazioni, senza spiegazioni o commenti. Nello stato del Genitore vengono registrate anche situazioni esterne gestite da adulti, come ad esempio le prime esperienze scolastiche, in cui gli adulti importanti sono gli insegnanti. Ogni stato dell’Io presenta qualità positive e negative: il Bambino ad esempio è fonte di energia positiva a causa della sua spontaneità, gioia, capacità intuitive, amore per l'immaginazione, il gioco, la musica ecc., ma a volte, come del resto accade anche ai bambini, questo stato dell'Io, sperimenta sensi di inferiorità nei confronti degli adulti, oppure paura, insicurezza. L'A.T. insegna anzitutto a riconoscere ed utilizzare con maggiore consapevolezza ed efficienza le tre dimensioni della personalità, sia a livello personale, sia nell'osservazione degli altri cercando rimanere perennemente nel proprio Stato Adulto, il quale può, ed in alcune circostanze deve, cercare la mediazione dagli altri due Stati dell'Io. Altro concetto importante della filosofia dell’AT è il principio “Io sono OK, Tu sei OK”. Le carezze vanno date anche agli altri. Presupposto della teoria è infatti che non solo Io sono O.K., ma anche tu sei O.K. Partendo da questo punto di vista, quando si ha a che fare con un'altra persona, si dovrebbe sempre cercare di individuare le sue parti O.K. RIASSUMENDO: · L’AT vuole essere un metodo per insegnare a crescere, individuando la parte OK in noi e negli altri, scegliendo l’influenza positiva che da loro proviene. · L’AT cerca di renderci consapevoli del perché adottiamo determinati comportamenti o nascondiamo i nostri reali sentimenti quando ci sentiamo a disagio. Ci insegna come reagire al comportamento degli altri, come evitare le situazioni conflittuali e come vivere in armonia. · L’AT è quindi un metodo di analisi che si occupa dei problemi quotidiani sia personali sia interpersonali, dalla semplice conversazione con gli altri a relazioni più complesse. Come strumento psicologico, quindi, può essere molto utile per migliorare la gestione della propria individualità e le relazioni che vengono a crearsi fra gli individui. |
martedì 3 marzo 2009
IL COUNSELING
La relazione d’aiuto che si stabilisce tra Counselor ed Utente è finalizzata al superamento della condizione di disagio attraverso la valorizzazione delle risorse e la maturazione emotiva
dell' utente.
L’espressione relazione d’aiuto indica un intervento di supporto allo sviluppo e alla prevenzione del sé, alla comprensione delle proprie motivazioni e predilezioni, emancipate dai condizionamenti.
Il Counseling si rivolge a tutti coloro che desiderano essere sostenuti nell’affrontare le situazioni problematiche della loro vita.
I' Utente puo' beneficiare d'un intervento che si configura come supporto per i piccoli e grandi cambiamenti della vita, che non comportano una ristrutturazione profonda della personalità.
Il Counselor è un professionista della relazione d’aiuto a cui ci si può affidare per il superamento di problemi di natura esistenziale e relazionale ( separazione, lutto, diagnosi grave, difficoltà nella prosecuzione degli studi, etc), ovvero per la risoluzione di complicazioni e/o cambiamenti nel lavoro e nel percorso professionale.
La F.A.I.P. (la Federazione delle Associazioni Italiane di Psicoterapia) definisce così l’intervento professionale di Counseling: "Il Counseling è una relazione d’aiuto che muove dall’analisi dei problemi dell' utente, si propone di costruire una nuova visione di tali problemie di attuare un piano di azione per realizzare le finalità desiderate dall' utente (prendere decisioni, migliorare relazioni, sviluppare la consapevolezza, gestire emozioni e sentimenti, superare conflitti)".
L’obiettivo e' migliorare la qualita' della vita.
Tra Counselor ed Utente si stabilisce un contratto di lavor circa il perseguimento di un obiettivo specifico, ed il tipo di lavoro da intraprendere per il conseguimento dell’obiettivo stesso.
Il Counseling si serve di tre strumenti:
Empatia
Ascolto
Mediazione
Il lavoro si svolge nell’ambito di un setting, ed è organizzato in sedute individuali.
In particolare, un colloquio gratuito permetterà di stabilire un primo contatto tra Counselor ed Utente e renderà possibile un’iniziale definizione del problema.