mercoledì 4 marzo 2009

IL MODELLO ANALITICO TRANSAZIONALE

L’Analisi Transazionale, elaborata dallo psichiatra Eric Berne a metà degli anni ''50, è una teoria del comportamento, dello sviluppo della persona e dei suoi comportamenti interpersonali, finalizzata ad aiutare le persone a conoscere, capire e modificare i propri atteggiamenti.

Il nome deriva dal termine 'transazione' che significa 'scambio': un dialogo che avviene tra due o più persone è una serie di transazioni, così come lo può essere uno scambio di gesti di affetto. L'Analisi Transazionale prende in considerazione queste 'transazioni', con particolar riguardo a quelle verbali, e ne deduce delle informazioni sulle quali è possibile basarsi per una eventuale terapia (o autoterapia), rivolta ad eliminare i vari elementi che possono risultare disturbanti nella vita psichica o affettiva di un individuo.
Berne ha posto molta attenzione alla natura degli scambi di comunicazione tra le persone (dunque alle 'transazioni') quali indicatori di elementi sottostanti e più profondi della personalità. Tra questi elementi abbiamo gli 'stati dell’Io' (l’Io è il nucleo della nostra identità psicologica e in quanto tale ci permette di autoriconoscerci e farci riconoscere), che sono parti tra loro coerenti di quel complesso più vasto che è l’Io, e sono tra loro relativamente autonomi e non sempre bene integrati.

Principi Teorici e Filosofici.

  • Ogni individuo è ok, (va bene così com'è): le persone sono uguali tra loro ed ognuna ha valore in quanto persona, indipendentemente dalla sua razza e dal suo contesto socio culturale.
  • Ogni persona ha la capacità di pensare e di autodeterminarsi: ognuno può decidere che cosa fare della propria vita ed ha la capacità di crescere ed imparare, qualunque esperienza abbia avuto, anche negativa.
  • Le decisioni prese possono essere modificate. Ogni persona prende delle decisioni e ne è responsabile, ed è anche responsabile di cambiarle quando non sono più funzionali.


Stati dell'Io

Il Genitore è un insieme di registrazioni di eventi vissuti durante l'infanzia, nei primi cinque anni di vita, cioè prima della nascita sociale dell'individuo; ciò che è contenuto nello stato Genitore è stato registrato per così dire “in diretta”, senza mediazioni, senza spiegazioni o commenti. Nello stato del Genitore vengono registrate anche situazioni esterne gestite da adulti, come ad esempio le prime esperienze scolastiche, in cui gli adulti importanti sono gli insegnanti.
L'Adulto è la parte della personalità che elabora, come un computer, le informazioni che gli si danno, producendo risposte assolutamente logiche e razionali; questo stato comincia a nascere verso i dieci mesi, quando il bambino inizia a muoversi autonomamente e a fare esperienze personali. Sin dai primi anni di vita compito dell'Adulto è quello di verificare i dati registrati nel Genitore e nel Bambino, valutandone l'importanza e la veridicità nel momento contingente, per poi accettarli o rifiutarli.
Il Bambino rappresenta la parte più emotiva e spontanea della personalità; in questo stato vengono registrate le sensazioni interne del bambino nelle sue relazioni con l'ambiente.

Ogni stato dell’Io presenta qualità positive e negative: il Bambino ad esempio è fonte di energia positiva a causa della sua spontaneità, gioia, capacità intuitive, amore per l'immaginazione, il gioco, la musica ecc., ma a volte, come del resto accade anche ai bambini, questo stato dell'Io, sperimenta sensi di inferiorità nei confronti degli adulti, oppure paura, insicurezza.
La funzione dell’Adulto è quella di un piccolo computer interno: può consentirci di capire idee complesse, ha capacità di analisi, di calcolo di ragionamento, ma la sua funzione principale è quella di aiutare il Bambino a soddisfare bisogni e desideri utilizzando dei metodi razionali e socialmente accettabili.
Il Genitore, a differenza dell'Adulto, non deve esaminare dati di realtà, perché in esso si concentra tutto quello che diamo per scontato in termini quasi assoluti, in quanto deriva dal sapere che viene trasmesso dai genitori.

L'A.T. insegna anzitutto a riconoscere ed utilizzare con maggiore consapevolezza ed efficienza le tre dimensioni della personalità, sia a livello personale, sia nell'osservazione degli altri cercando rimanere perennemente nel proprio Stato Adulto, il quale può, ed in alcune circostanze deve, cercare la mediazione dagli altri due Stati dell'Io.
Un Adulto forte si realizza ad esempio imparando a individuare il proprio Bambino, i suoi punti vulnerabili, le sue paure, i modi principali in cui esprime questi stati d'animo ed anche imparando a individuare il proprio Genitore, le sue ammonizioni, le sue ingiunzioni, i suoi atteggiamenti fissi, ed i modi in cui esprime tali ammonizioni e ingiunzioni.

Altro concetto importante della filosofia dell’AT è il principio “Io sono OK, Tu sei OK”.
Nel linguaggio dell'A.T. i modi premurosi con i quali dobbiamo trattare le nostre parti O.K. della personalità si chiamano carezze. Le carezze riceviamo dagli altri (sorrisi, strette di mano, regali, carezze fisiche, attenzioni particolari) soddisfano il nostro bisogno di ricevere rinforzi e stimolazioni, ma forse ancor di più sono indispensabili le carezze interne, cioè quelle che partono dal nostro pensiero, dalla rievocazione di scene positive, dalle nuove idee o dalle fantasie.
Questo tipo di ricerca interiore coinvolge la persona e la illumina in un produttivo processo di auto-realizzazione personale.

Le carezze vanno date anche agli altri. Presupposto della teoria è infatti che non solo Io sono O.K., ma anche tu sei O.K. Partendo da questo punto di vista, quando si ha a che fare con un'altra persona, si dovrebbe sempre cercare di individuare le sue parti O.K.

RIASSUMENDO:

· L’AT vuole essere un metodo per insegnare a crescere, individuando la parte OK in noi e negli altri, scegliendo l’influenza positiva che da loro proviene.

· L’AT cerca di renderci consapevoli del perché adottiamo determinati comportamenti o nascondiamo i nostri reali sentimenti quando ci sentiamo a disagio. Ci insegna come reagire al comportamento degli altri, come evitare le situazioni conflittuali e come vivere in armonia.

· L’AT è quindi un metodo di analisi che si occupa dei problemi quotidiani sia personali sia interpersonali, dalla semplice conversazione con gli altri a relazioni più complesse.

Come strumento psicologico, quindi, può essere molto utile per migliorare la gestione della propria individualità e le relazioni che vengono a crearsi fra gli individui.

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